HOME

 

 

Le caste e la loro formazione.

L'assioma:

Ognuno è "ciò che pensa" ossia il suo pensiero lo fa essere quello che è. Pensare in maniera miserabile significa essere un miserabile che comporta, in quanto essente, compiere azioni miserabili.

Sono=Penso=Opero sono l'identità su cui si basa il principio discriminante secondo cui si strutturano le caste sociali.

 

 Discussione

1- Quando si decide di esistere, allora è più che mai opportuno tentare, in maniera sempre più razionale, di stabilire come s’in-tende vivere ossia verso quale scopo si vuole portare le proprie azioni e gli ostacoli che bisogna rimuovere per concretizzare questo "come".

Esistere è inizialmente "un mostrare". In questo mostrare si dichiarano le proprie potenzialità. Infatti ognuno può  semplicemente essere ciò che è, ovvero è programmato per compiere certi  e non altri atti. Perciò ognuno è Unico, diverso da ogni altro essente, irripetibile.

 

2 - Come può un Unico organizzarsi socialmente? Prima di poter stabilire il tipo di società confacente, occorre aggiungere altre considerazioni.

La diversità genera differenze e le differenze portano ad esprimersi in una condizione gerarchica. L'Unico è tale perchè inevitabilmente stabilisce una diversità fra sé e gli altri e "degli altri con altri". La garanzia della diversità è la stessa affermazione di sè, perciò è interesse di tutti. Questo è il primo comma per costruire una comunità, premessa della società.

Dobbiamo dunque verificare che "gli altri con gli altri", ossia ciò che comunemente chiamiamo propriamente società, non sia d'ostacolo al proprio esistere e debba anzi promuovere il nostro individuale esistere.

Innanzi tutto, quando si afferma che ogni individuo è Unico, la dimostrazione è tautologica. Chi si sente uguale a chi? Perciò è semplicemente descrittivo specificare le diversità.

E' evidente che per individuo s’intende un soggetto non differenziato per sesso, anche se le osservazioni successive mostreranno che la donna ha una sua specificità nella diversità.

 

3 - L'Unicità è sempre il presente, giacché ogni riferimento a ciò che è stato e che potrà essere è patetico.

Ogni Unico vive solo il presente e questa sua caratteristica lo porta a porre se stesso come esistente "qui ed ora". Da questo punto di vista si può notare che "il dover essere" è non ciò che si deve diventare, ma ciò che si è e questo comporta che prospettive utopistiche non abbiano senso. Hegel dà continuamente una lezione definitiva su questo problema.

Essere programmati per questo o quel compito deriva dal processo del concepimento, che non prevede la responsabilità delle parti interessate, altrimenti i fratelli dovrebbero avere qualità simili così come padri e figli dovrebbero essere una pura continuità. Se esiste un'appartenenza tra consanguinei, essa è sostanzialmente formale ed inessenziale. Ragion per cui si deve ritenere che unico è sinonimo di "essere presente solo a se stesso", anche se, per esistere, tende a crearsi un "corpo allargato".

 

4 - Tra casta e gerarchia naturale esiste una differenza notevole, anche se in pratica hanno un particolare modo di intersecarsi.

La gerarchia ha due significati: il primo, per cui all'interno di uno stesso "esercizio" si crea sempre una capacità scarsa ed una massima; il  secondo, per cui un ruolo di merito in un  particolare esercizio quasi mai implica un equivalente ruolo in altro esercizio.

La prima è esprimibile come gerarchia lineare ed è utile per l'indicazione di massima che dà ai fruitori: esempio, un  medico specialista è chiaramente da preferire ad un medico generico.

La seconda si può definire come gerarchia circolare: un medico primario è, probabilmente, un pessimo calzolaio.

Queste due distinzioni sono facilmente accettate da qualsiasi tipo di società.

 

5 - La casta è specificata da una sola categoria, poiché è unico il criterio che la stabilisce: l'eccellenza spirituale e il suo degradare. Per questo, essa non è nè corporativa nè ereditaria. E' quella che i greci definivano aristocrazia e che Platone legittimava col possesso di una conoscenza piuttosto che un'altra. Ma non esiste una conoscenza astratta. A secondo di ciò che si ritiene essere l'essenziale di questa conoscenza, la stessa conoscenza determina due specie di poli su cui si dispiegano i diversi modi d'esistere.

 

6 - Uno sta più in alto quanto più è alto l'oggetto del suo pensare. E qual è l'oggetto più alto per il pensiero?

 

7 - La casta, per chi volesse intenderla politicamente, non si configura per nulla come evento di destra o di sinistra. E' semplicemente un evento naturale come le stagioni. Si comprende una forma superiore di esistenza nella stessa maniera in cui si avverte che è primavera. Si incontra una natura deficitaria, malriuscita, intoccabile, nella stessa maniera in cui si va incontro all'inverno e si prendono tutte le precauzioni necessarie. In quest'ultimo caso, come vedremo, c'è una differenza sostanziale: mentre l'inverno assolve una funzione importante, gli intoccabili devono essere indirizzati e tenuti sotto stretto controllo per riconoscere loro un minimo di dignità e, in particolare, perchè essi non possano nuocere a se stessi e agli altri. Essi sono la miseria dello Spirito, lo spirito alienato nel semplice tornaconto, vegetanti solo nell'orizzonte di un ottuso e miserabile guadagno, che si dimostra sempre come uno sterile e vuoto spreco di energie e di esistenza. Sono la feccia della convivenza.