Giordano Bruno

"E' dunque l'universo uno, infinito, immobile. Una, dico, é la possibilità assoluta, uno l'atto, una forma o anima, una la materia o corpo, una la cosa, uno lo ente, uno il massimo ed ottimo; il quale non deve posser esser compreso; e però infinibile e interminabile, e per tanto infinito e interminato, e per conseguenza immobile... Non é materia, perché non é figurato né figurabile, non é terminato né terminabile. Non é forma, perché non informa né figura altro, atteso che é tutto, é massimo, é uno, é universo. Essendo medesimo e uno, non ha essere ed essere; e perché non ha essere ed essere, non ha parte e parte; e perciò che non ha parte e parte, non é composto. Questo é termine di sorte che non é termine, é talmente forma che non é forma, é talmente materia che non é materia, é talmente anima che non é anima: perché é il tutto indifferentemente, e però l'uno; l'universo é uno".

...."Chi nega l'effetto infinito, nega la potenzia infinita". Ove, é stato esattamente osservato, il Bruno diceva volontà ma intendeva natura, in quanto insisteva sulla necessità che l'effetto fosse infinito, ove, posto Dio infinito, la natura "ombra e vestigio della divinità, vien ad esser infinita quanto Dio, anche se non come Dio".

....Del mondo, efficiente primo é l'intelletto universale, il quale, però, "empie il tutto, illumina l'universo e indirizza la natura a produrre le sue specie come si conviene...artefice interno, perché forma la materia e la figura da dentro, come da dentro il seme o radice manda ed esplica il stipe; da dentro il stipe caccia i rami; da dentro i rami le formate brance; da dentro queste ispiega le gemme...; vera causa efficiente, non tanto estrinseca come anco intrinseca, de tutte le cose naturali".