Aggiornato al 10 maggio 2008

 

 

 

 

 

 

STORIA CRITICA DELLA FILOSOFIA

(2008)

 

 

 

Introduzione

 

Pensare non serve a nulla se non è un pensare per la vita. Questo assunto fa della filosofia la madre di tutti i saperi. Il filosofo, che fu denominato così molto tempo dopo, era detto inizialmente sofos, saggio, poiché univa al desiderio di leggere e capire la Realtà, la necessità di ben vivere, di testimoniare per la vita.

L'uomo e il suo destino; il significato, lo scopo e  e il senso della vita sono il porsi  stesso della Ragione-che-si dà e tale darsi non può che essere riproposto lungo il peregrinare del pensiero e della vita, dal momento che la sapienza, la sofia, è sempre qualcosa che disgraziatamente si acquista con tanta fatica e con molta facilità si accantona.

Il desiderio, filos, che è compiutamente desiderio sofferto di comprendere, specifica la ragione di questa storia critica, che ben si addice a questi tempi critici, che determinano un'esistenza critica.

Tuttavia, critica ha uno specifico significato, legato alla natura speciale del pensare filosofico. Perciò, bisogna capire bene qual è l'oggetto, l'ambito e lo strumento della filosofia e, in particolare, il suo andare.

Oggetto della filosofia è il Logos, per cui la Storia della filosofia é la storia del Logos attraverso i secoli. Ovvero del suo svelamento. Interno al Logos si trova necessariamente la realtà e il senso dell'uomo, poiché il nostro esistere si specifica logicamente come la parte più intima dell'Assoluto.

La filosofia, di conseguenza, ha un ambito che la differenzia compiutamente dalla scienza, dalla religione e dall'arte, che del Logos individuano solo una parte determinata, offuscata dall'unilateralità e dal sentimento. Il solo strumento conoscitivo che le è consentito è l'intelletto-ragione. Infatti,  individuare quanto porta fuori questa ragione dai suoi compiti, dal suo ambito e dal suo fine, è ciò che statuisce la criticità della storia della filosofia.

Se questo è vero, la storia della filosofia è tanto la storia della Ragione che quella del Logos.

Tutto è uno. Questa è la premessa e la conclusione della filosofia. Altre cose potranno aggiungersi, ossia che il Logos è Giustizia, è Destino , è Verità, è Trama e Discorso, ecc.; che in Esso convivono Necessità e Libertà, Assoluta Immanenza e Immensa Trascendenza e tant'altro, ma tutto si dipana dall'assunto principale. Si potrà anche dire erroneamente che è ragione o sentimento o volontà o qualsivoglia cosa, in quanto di esso si considerano aspetti parziali, dei quali non può certamente essere privo, ma che sono una miseria davanti al suo essere Tutto.

Questo Logos apparve, per la prima volta, in occidente, a Mileto, poi ad Efeso ed Elea ed Anassimandro, Eraclito e Parmenide ne furono discepoli e cantori. Dopo si trasferì ad Atene e sedette a convivio con Socrate, conobbe Platone, Aristotele ma anche Democrito.

Dopo fece un repentino percorso, per farsi conoscere da tutti e parlò per bocca di un figlio di un falegname, a Nazareth, e costui, Jeshuà, fece conoscere un appellativo del Logos mai conosciuto: "è Padre mio e Padre Vostro".

La religione si vide persa definitivamente e tremò più che la scienza. Ma le bestemmie non muoiono sulla bocca dell'uomo, specialmente se è uomo di stato o del clero, non infrequentemente d'entrambi.

Con Cristo, però, il Logos si giocò tutto. Infatti, col fallimento del cristianesimo, che definitivamente si evidenziò nel XX° sec., (insieme al crollo del comunismo, che è stata la variante laica del cristianesimo), gli uomini restarono orfani e senza grandi speranze, la filosofia esaurì il suo compito.

E su questo terzo motivo si giustifica l'esposizione critica di questa storia.

Non a margine di tutto questo, sarà bene considerare che con la morte del Padre, si è persa la garanzia della concentrazione di tutti i modi del porre: E' vero che i figli diventano autonomi, ma anche in conflitto, vivendo una vita che appare assolutamente concreta, ma è solo nominale e formale. Per riconquistare il Logos questi figli forse dovranno percorre il faticoso cammino della preistoria e non è detto che conquisteranno ciò che a loro si era dato gratuitamente.

 

25 Aprile 2008