Niccolò da Cusa (CUSANO)
(Cusa 1401 – Todi, 11 agosto 1464)

Un alto esempio di questa
tipo di teologo é sicuramente Niccolò Cusano. In lui, l'avvicinarsi allo
<Spirito> é fortemente necessitante e ciò si capisce nella misura in cui intende
distinguere il suo pensiero definendolo "teologia mistica", impegnata ad
avvicinarsi a "questo tesoro preziosissimo e fecondissimo", così inaccessibile
per la mente umana che solo lo <Spirito>, "donando il suo verbo supremo e il
suo discorso onnipotente, può manifestare se stesso", facendoci cogliere "quelle
cose meravigliose che si rivelano al di sopra di ogni visione sensibile,
razionale ed intellettuale".
Il discorso di Cusano é quasi sempre molto arduo e comporta una profonda
concentrazione e rimeditazione, anche se, in maniera poco credibile, egli dirà:
"Tenterò nella maniera più semplice e più comune di condurvi, nella santissima tenebra, affinché possiate avvertire la presenza di una luce inaccessibile e ognuno di voi, tenterà, secondo come Dio vorrà concedergli ... di pregustare in un soavissimo assaggio, la cena della felicità eterna, alla quale siamo chiamati dalla parola di vita del vangelo di Cristo sempre benedetto".
Più onestamente dirà di
volerci "condurre alle cose divine in maniera umana" e tenterà di farlo
mediante un "esperimento" e una "similitudine", un modo di intendere che gli
darà, in seguito, l'occasione per dimostrare la grande sproporzione che esiste
tra la nostra "capacità di conoscere" e l'oggetto che intendiamo o vorremmo
comprendere.
Afferma:
ponetevi davanti ad "un volto dipinto in maniera tale che esso sembri guardare tutte le cose che gli stanno intorno...... appendetelo al muro e ponetevi attorno ad esso, guardandolo da breve distanza. Ognuno di voi constaterà che, da qualunque punto lo guardi, quel volto sembrerà che volga lo sguardo soltanto verso di lui.... vi sembrerà così, con vostra meraviglia che il volto guardi tutti e contemporaneamente ciascuno....E poiché tutti sanno che l'immagine é fissa ed immobile, desterà meraviglia il mutamento che crea uno sguardo che é immobile... Anzi se un fratello si metterà a camminare vedrà che lo sguardo dell'immagine lo seguirà dappertutto. ...E questo avverrà per ogni altra persona ...e se gli riferiranno che lo sguardo, su di lui e su di un altro , si muove in direzione opposta, dovrà credergli. Così, solo perché glielo rivela chi glielo dice, egli saprà che lo sguardo del volto non abbandona tutti coloro che camminano, anche se in direzioni opposte... e che il volto guarda sia ad un movimento sia tutti i movimenti messi insieme. E mentre s'accorge che quello sguardo non abbandona nessuno, vede che esso si prende cura diligente di ognuno, come se badasse solo a colui che lo sta guardando e a nessun altro".
Ciascuno proverà la stessa sensazione di cura e più amata si sentirà la più piccola delle creature, come se fosse la più grande e di tutto l'universo