democrito            DEMOCRITO             (Abdera  460 a.C. - 368 a.C.)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tutte le intuizioni, ogni teoria ragionevole, ogni sapere reale, precedenti la sua filosofia vennero da Democrito accolti, ricapitolati e utilizzati in un sistema rigoroso di pensiero, paragonabile, tutt'al più, a quello di Pitagora.

Egli fu incompreso e osteggiato ed ancora oggi, intorno alla sua filosofia, si dicono cose assolutamente inesatte e stereotipate. Spero, dunque, di darne adeguata esposizione per rendergli merito e giustificarne la giusta fama.

Democrito parte da un assunto fortemente distante e altrettanto fortemente legittimato dall'esperienza, vale a dire che tutta la molteplicità degli enti, così diversi e disseminati nel mondo, rimanda a costituenti piccolissimi, assolutamente determinabili, che si distinguono fra loro non per funzione, natura o qualità, ma per "diversità di forma". Questi componenti ultimi vennero detti atomi o idee.

Questo enunciato va inteso chiaramente. I corpi sono corpi materiali e i loro elementi ultimi non possono che essere materiali, ma essendo questi elementi ultimi l'ultimo atto possibile di ogni possibile scomposizione sono definiti tanto "atomi materiali" che elementi assolutamente reali, "visibili", "idee". V.E. Alfieri ha posto questa coniugazione di atomo ed idea e al suo contributo facciamo necessario riferimento.

Infatti, un corpo non può essere diviso all'infinito, ma si arriva necessariamente ad uno stato oltre il quale la divisione non può più darsi. Questo stato è appunto materia a-tomica, materia non divisibile ulteriormente.

Un insieme di atomi, secondo un meccanismo di cui parleremo in seguito, dà vita ad ogni ente, una forma "unica e visibile", che costituisce un "tipico" modo di essere, di cui solamente,  in forma ideale, possiamo conservare "memoria".

Ossia: noi abbiamo "memoria" del visibile solo perchè esso è formato da materia invisibile, attraverso un mezzo, per così dire, anch'esso invisibile: appunto un tutto basato su l'atomo-idea.

A questi risultati Democrito giunse ponendo l'Essere come essenzialmente formato; comprensivo del vuoto e soggetto ad eterno movimento.

Si comprende quanta distanza ci sia ormai tra Democrito e Parmenide, Empedocle, Anassagora.

 

 

 

 

 

(in costruz)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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