Mito, Arte e Religione.

 

(quadro di riferimento)

 

 

 

Quando gli uomini elaborarono i meccanismi per soddisfare i loro bisogni primari, contemporaneamente sorsero nelle comunità il culto dei morti e le forme magico-mitiche per superare il timore per un ignoto Soprasensibile.

Nacquero le prime istituzioni civili: e il culto dei morti e il divino furono delegate alla religione, come particolare forma dello Spirito, ed essa costruì un percorso che partendo da un rozzo criterio di sacro terminò, nella fase costitutiva, nel rito, la tomba e il tempio.

Allorché, infine, nello stesso mondo antico, la religione si unì all'arte nacquero i grandi poemi epici, le teogonie e tutta una serie d’inni cerimoniali.

In Grecia questa fase, nel suo massimo splendore, s’incarnò in Omero, Esiodo ed Orfeo. Anche l'Olimpo, sede degli dei supremi, fu presso di loro un momento più evoluto di civiltà se è vero, ad esempio, che gli Egizi avevano privilegiato il culto dei morti.

La filosofia, come si è visto, ritenne di dover principalmente fare uso della Ragione, distinguendosi da tutte quelle forme spirituali che preferivano il sentimento e l'immaginazione: essa rifiutò di trattare il tema della morte e di Dio [...] nell'ambito del puro trascendente, elaborando, come detto, un primo atteggiamento trascendentale: porsi davanti e nel Logos.

Il Logos e la circolarità dello spazio-tempo dominarono da Talete fino alla meditazione di Socrate, quando questi pose l'uomo [...] come problema dei problemi.

Per quanto riguarda la religione, essa aveva trovato la maggiore elaborazione, non presso i Greci, ma presso un popolo, Israele, che aveva fatto di Dio e della Legge [...] il fulcro della propria unità politica e sociale, sconfinando in un isolamento nazionalistico (specialmente quando Israele cessò d'essere) che raramente volle stemperarsi nella mediazione con le altre culture e genti.

All'interno di questa comunità, in un momento di messianismo diffuso, Jeshuà di Nazareth (7a.C. - 33 d.C.) predicò un nuovo modo di pensare che portò il tema dell'uomo, della morte e di Dio, compiutamente e inevitabilmente uniti [...], nell'ambito specificò della ragione. Questo per la prima volta e definitivamente nell'ambito universale, determinando così la fine tanto d’Israele come popolo eletto quanto della religione fuori dai limiti della ragione.

 

(fare riferimento ai Frammenti di Eraclito e a Gesù di Nazareth e per approfondimenti Assiomi).