Il mistero e l'apparire
Non capisco quale strano mistero
stringe insieme due cuori e una mente
nč qual fine assicura che č vera
questa strana follia che fremente
mi tiene al tuo viso severa
imperiosa e pur dolcemente.
Mi riappare la vita com'era.
Sei una luce incontrata improvvisa
allorchč m'appariva la sera.
Sė, ti voglio cosė come invisa
sei al nodo corrente del tempo
con la tenera bocca che arrisa
mi sfiora la guancia nel grembo.
Non so chi tu sia, quanto duri
tale nostro riottoso momento.
Sei da me e odoro i profumi
che la voce mi porge e mi tocchi:
so che l'essere resta in frantumi.
Dimmi, forza, qualcosa che blocchi
o che spenga questi inutili storie
che allontanino presti ritocchi.
Vissi molto di tante memorie
e non vidi che vani tormenti
di malnate inutili scorie.
Tu sei altro, l'avverto e ti sento
tu sei gioia, non lasci mai segni
che d'affetto non sian patimento.
Perchč il corpo non ha pių ritegni.
Non so proprio come dire ti amo
che mi dia segni ben degni.
Io ti voglio nell'anima e strano
c'č un pensiero che odora d'eterno
e che fa il corpo pių insano.
Ti terrō ovunque ben fermo
il tuo giorno affidato alla sorte
sei la vita che toglie l'inferno.