NAPOLI.

  

Napoli cara,

non capiscono niente!

 

Accetta la sfida, sei bella,

bambina sporca di giochi, dagli occhi

sempre innocenti!

 

I tuoi scugnizzi cresciuti

anzi tempo,

gli operai della mente

briosa, dilagano,

ma non hanno salario.

Ai  guappi appartieni

proletari di razza

e pur generosi.

 

Che non tacciano mai

chitarre, mandolini e tamburi!

 e le tarantelle salaci

che visceri infiammano

spazzando malanni e pensieri.

 

Sul tuo vagare

c'é ancora un vesuvio,

che sfidi costruendoci addosso,

cittą contaballe!

 

Tu non portasti divise

nelle cinque giornate

e tante adesso ne vedi.

 

Sii fiera,

tu sai,

passerą 'a nuttata!

 

 

 

 

Napoli

 

 

Napoli cara,

non capiscono niente!

 

Accetta la sfida, sei bella,

bambina sporca di giochi, dagli occhi

sempre innocenti!

 

I tuoi scugnizzi cresciuti

anzi tempo,

gli operai della mente

briosa, dilagano,

ma non hanno salario.

Ai  guappi appartieni

proletari di razza

e pur generosi.

 

Che non tacciano mai

chitarre, mandolini e tamburi!

 e le tarantelle salaci

che visceri infiammano

spazzando malanni e pensieri.

 

Sul tuo vagare

c'é ancora un vesuvio,

che sfidi costruendoci addosso,

cittą contaballe!

 

Tu non portasti divise

nelle cinque giornate

e tante adesso ne vedi.

 

Sii fiera,

tu sai,

'a dda passą 'a nuttata!