PREGHIERA.
E' giorno dell'ira.
Colpisci e disponi di me
e che l'urlo abissale
del dire
faccia onore a te ogni sempre:
misericordia.
Spezza e annichila l'uomo,
inonda i campi e offri onde alle case,
ma stritola
con prima ed ultima voce
il cuore
di coloro che a te
si ergono
saggi.
Libera i pazzi, i malati, i destini
e lascia un lembo di terra
ove possa dormire e capire
io, ultimo degli ultimi figli,
l'Angelo Azzurro
dei tempi finiti.
Guarda le mani bucate,
dei crocefissi
per ciò
che non hanno
compiuto.
Sono io che pago che cosa ?
Manda un uomo
che ancora
ci insegni a pregare.
Ci dica:
lassù in te ti soccorre
un padre che ti fece e ti ama
e quando ti senti umiliato,
sperduto in valli di morti
ti afferra e ti innalza
e poi canta
con te.
Non riconosci il calore
d'amore
in cui sempre ti posi
e che sempre
fu culla di vita e di risa?