IL SAPIENTE.
Se sapessi contare
quante gocce ha questa pioggia
o quante foglie hanno gli alberi
che coronano Santa Lucerna,
di nulla
accrescerei il mio sapere.
A me occorre capire
perché tace il pulsare,
che è così come ieri,
notte senza lanterna
che abbuia senza clamore
la fila interrotta, cadente
nella terra spietata che attende
il suo pasto, pur essa costretta
a pagarsi la forza vitale.
Ma, via, sorgeremo!
E allora
perchè farci perire? Giochiamo
per un dio nauseato?
Quando verrà il mio turno
lasciatemi dormire
i mille sogni smarriti,
fatemi nutrire
delle parole non dette,
delle favole morte
dove anche voi cari amici
pur siete belli,
voi che non voglio vedere
certamente mai più.
Chi mi ama saprà
una sera di maggio
parlarmi
ciò che un dì ci dicemmo
in un giorno di pace
con gli occhi.