IL VECCHIO CIMITERO. 

 

 

  

Nel vecchio cimitero,

cercavo la pace,

seduto tranquillo

per l'erta

    scalinata,

al cospetto di Dio.

 

Con spruzzi di terra

tra alti cipressi

tombe di marmo, cappelle sfinite,

morti avvolti di terra

che hanno un numero

e basta.

 

E aria e silenzio.

 

Il nuovo,

costipato ed in coma,

sembra il riso

di un matto

maligno.

 

La chiesa

 alla moda,

non manda sospiri,

e respinge la vista.

 

 La voce del pianto,

  urlo stridente;

la prostituta ubriaca;

la luce secca 

 d’un povero affamato.

 

Tu che vieni,

 mormorio di un pazzo,

col cappotto d’estate

e il passo spezzato

da preci e da croci

che strane stampi sul petto,

sei un vecchio

che vive la morte.

 

Che sto a pensare

qui

per queste stradine

   di questo cimitero

che non ha cipressi?

 

I miei morti

é bene

     averli nel cuore,

      nel vecchio cimitero.