Diletta

 

*

Non vedi

s'illumina tutto

quando scorge Diletta,

il miraggio aspettato

e lei, giovinetta, lo guarda

e non usa

 assieparsi o svanire.

 

*

 Quando, Diletta, mi lasci

se chiama la sera

e dici: ti bacio !

non sai

il suono silente che lasci.
Lo trasformano in carne

 sogni benigni.

 

*

Da quale vita tu vieni?

Ti abbraccio: mi sento

da sempre,

prima del seno materno,

in te, tanto cara, carezza.

Poca cosa l'amore,

tu musica immane.

 

*

Al tramonto il colle

si tinge di rosso corallo

 e la serra è tesa,

chiara tela

ove in quiete dipingo

solo te, infinita.

Quante sembianze mi dai

labbra, pelle, calore:

non oso guardare

 i tuoi occhi.

Inondami di caldi richiami:

 sento passi felpati,

vento estivo di fieno.

T'aspetto Diletta, t'aspetto.

 

*

 Ci tocca aspettare.

Siamo primi a provare

l'orgasmo eterno di Dio,

mentre tutta la terra

spinge i suoni d'ognuno,

non quei pochi

ascoltati da umani.

Parole diventano note.

Orchestro per te

la notturna infernale

ouverture

che mai camminò

per le albe. Dio, danza.

Chi vide mai

la potenza dei cieli

farsi luce ed estasi, sogno?

 

*

Fuggiamo!

La cagna assassina

serva di pastori silvani,

odia lo spirito e attacca.

Andiamo nel walhalla

dove possa condurre i miei resti.

Lascerò

i miei occhi ad un lupo,

i miei versi ad una civetta,

ché li sposti di notte

finché non siano maturi.

Là saremo difesi

dall'odore dei gigli,

nati intorno alla tomba

di Odino.

Poi partiremo.

 

*

Ho bisogno del corpo, Diletta.

Mi disse:

"Non è un punto la morte,

è una trama

e, chissà, quando nacqui.

Non scrivermi addosso,

nato, morto e le date.

Semmai

 mortificato da chi

fu figlia

 di odio e menzogna".

E' parlare da spirito questo!

Diletta,

ora giace al ciglio del ponte

e appena sussurra.

Che dici?

"Ascolta - mi disse -

nuovamente ritorni

a quel mondo?