(Costruirò un percorso fatto di cocci che alla fine saranno un limpido mosaico, agevole)
Ultimo vecchio ponte,
giunsi:
arsero lacrime e risa.
Da te il Serrone,
la città, il ferragosto:
passo obbligato
per questo paese.
Oggi sul ciglio
l'asino scortai,
scorticato e stranito.
Gli feci un giaciglio di paglia,
un tetto di frasche,
poi lo piansi con frasi
di lutto.
"Mio padre fu cacciatore
e mia madre raccoglitrice.
Fecero una casa rotonda
ed io me ne andai.
Feci il pastore, seminai buone piante.
Mi feci la casa quadrata
perchè voi poteste allargarla.
Anche un focolare
perchè stessimo tutti
a dire storie e parlare.
Mai l'accesi, però,
mancando il rispetto.
La donna tradì tante volte,
impastando la voce a rancore
insegnandolo ai figli.
La notte fu un'onda funesta.
Vita sbagliata
che sempre t'inganni.
tempesta oramai,
tramontana.
Suvvia!"
(incipit)