Cilicio

 

 

Portavo il cilicio
per sentirmi innocente.
E nemmeno un pelo
mi velava la faccia.
 
Poi il peccato
mi diede
la mia libertà.
 
Cantavo al deserto.
Dio dell'acqua e del fuoco,
signore umanissimo
dei prati di maggio.
 
Per te
mani che cercano
caldi umidori,
labbra sui seni
che alzano il sesso
dell'uomo.
 
Non diremo
a te
che la morte
è vestirsi continuo:
amo solo quest'ora.