Domani
Troverai a volte in quel vuoto,
un sospiro, un gesto, una voce
che una raffica sparge confusi.
E’ la talpa che scava del tempo.
Tu l'attacchi con vane parole,
peregrina signora del vento,
e non vedi lo sguardo di Dio
che non sempre t'avvolge e ti cura.
Tra la lingua i chiari sapori
che mi posi, tu trottola e donna,
su messaggi intrisi d'aiuto:
sono quello che tu chiami amore.
Poi mi tocca ancora pensare
vaghe storie di gente che attende.
Resta sempre indeciso il destino!
C'è il ghigno
e il tormento di sempre.