Elisabeth

 
 
Elisabeth,
tu certo non saprai
questa insana indifferenza
che mi porto come un male
da sempre.
 
Tu non sentisti
una chitarra di sera
spaventare i pensieri
e pensavo che allora
solo i tuoi occhi
mi restassero amanti.
 
Quelle sere odorose
ancora di freddo
mi porgevi alle labbra
un sapore di miele
e di mandorle amare.
 
 Se amo te sola
è perchè t'ho perduta
con il canto del gallo.
 
All'alba la vita
è un mercante che grida
che un sogno è un sogno
e un sorriso ai pensieri
lo porta la notte, soltanto.
 
Andavamo
per chiese remote
a sentire i miei intenti
 come un freddo martirio
suonare lamenti
su organi antichi.
 
Nessuno, mia Elisabeth
nessuno può amare.
 
Puoi dare alla carne
 fremiti e morsi,
 puoi stare sfinito
 con gli istinti contenti.
Ma amare?
 
Amore sei tu,
 nei giorni che sei
 segnata di tempo,
 quando senza volermi
 mi chiedo:
tu sei pace e carezza,
 sei ciò che non ho
 che nessuno mi ha dato.