Voli
La vita
è quella dei passeri abbattuti
quando credono
di volare tranquilli.
Guarda,
l' inverno s'appressa
serio,
normale, addossato
a questi alberi nudi.
Pensieri d'ogni tempo
nelle nuvole chiare:
ripetuto disegno
d'antichissime ore.
E alzata la fronte
tanti oggetti leggeri,
che puri
godrò.
Piume, in un ramo,
d'uccelli morti.
Ma aspetta.
Un dito leggero
girerà per le ciglia,
affettuoso.
Parlerò di stagioni
che mi urlano dentro,
che scorrono accanto.
Tremerò,
incarnato di tempo.
Amo stare da solo la sera;
fuoco senza faville;
sentirti venire,
sentire
che in me ami il mondo,
il mondo che soffre,
per eterno bisogno
di vita.
Tu devi capire
l'atteso travaglio
di genti
che scorrono dentro:
passione omicida
che mi urlò,
altri tempi
nel mondo.
Sto nel
saio
che non so
che vuol dire;
in vaghi pensieri
che danno comandi
d' infiniti pezzenti.
E' un rito che lega
un tormento lontano
all'incontro con te.
Le tue storie
ameranno i miei sogni.
Sentiremo un vento leggero
infilarsi dal vetro.
Picchieranno improvvisi,
furiosi,
chicchi di grandine e forse
nel vicolo cieco
s'aprirà frettolosa
una luce.
Le case,
una vita nascosta
adagiata alla notte venuta.
Rannicchiata,
al focolare,
poserò la mano
sul tuo amore che aspetta:
non avremo pietà
per il tempo che muore.
Sappiamo
di essere
niente.
Di noi
parleranno
come storia
d'amore.
( Premio letterario "Tina de
Rosis", presieduto da Michele Prisco e Luigi Compagnone, anno 1974 )