1 – L’ Opera e lo Spirito.
La prevalenza dello Spirito nel compiere le opere, nell' insegnamento di Meister Eckhart, non significa per nulla un continuum temporale.
Chi vuole intendere, in maniera corretta, questo rapporto, deve necessariamente capire che, lo Spirito, è condizione sine qua non dell' opera, in quanto il foglio, (lo Spirito), è il luogo dove l' opera è necessitata a dichiararsi.
Esempio concreto (e forse unica frase che si dovrebbe scrivere): Io mi salvo perché così ha deciso Dio. Le mie opere non interferiscono affatto sul suo giudizio. Ma il mio modo di pormi nel mio essere, è quello che fa sì che, ogni mio pensiero e ogni mio fare, siano rilevanti rispetto alla mia salvezza. Io so di essere niente, ma al mio niente voglio partecipare Questo è il procedere dell' essere.
Si è detto Io voglio partecipare. Ma quale diritto fonda questa mia pretesa? Tutto si regge sulla prevalenza e sull' essere dello Spirito.
Premesso che un' opera non accade, né da se stessa, né da un volere autonomo, consegue che " lo spirito dal quale l'opera proviene, si libera dall' immagine(.....), che non ritorna più in lui. .Allora l' opera, in quanto opera, è immediatamente annientata, insieme al tempo in cui avvenne, e non qui né là; infatti lo spirito non ha più a che fare con l 'opera. Se esso deve operare qualcos'altro, ciò deve avvenire in altro tempo e con altre opere".
2 - Il sapere di Paolo.
L' autorità che si accorda ad una persona può consistere in tante ragioni.
Nel caso di Paolo di Tarso, la plausibile ragione del suo presentarsi quale apostolo, non poteva essere se non quella di costringere altri a ritrovare, in Lui, il piccolo, qualcosa di già ascoltato e detto. Ciò venne conquistato sul campo. Quanto accadde a Paolo a Damasco e le successive vicende personali sono un tutt'uno con l'interpretazione nuova del Cristo e della Legge, come si esplicitano nei suoi scritti (Le Lettere) alle prime comunità cristiane. I fatti sono noti. Si può intenderli nella loro cronaca, oppure li si può prospettare nel loro significato chiarificatore.
Nella predica Surrexit autem Paulus, Maister Eckhart, riferendo quanto dice Luca (Paolo si alzò da terra e, con gli occhi aperti, vide nulla), propone un'interpretazione, che, pur apparendo azzardata, giustifica, che proprio da essa discenderà l'autorità di Paolo presso coloro stessi che avevano ascoltato Gesù e con Lui avevano mangiato, dormito pregato e che, principalmente, da Lui erano stati incaricati di Predicare la nuova alleanza.
C'è la pura constatazione che, chi è colpito da una luce forte, non solo non vede nell' immediato, ma può certamente patisce un danno.
Il problema nasce dal fatto che il tutto è avvenuto non per via di una luce qualunque, ma per la luce del presentarsi stesso di Dio. Se ciò non fosse vero, una banale luce solare, non sarebbe stata naturalmente in grado di trasformare totalmente e definitivamente la vita di un uomo né tanto meno essergli voce attraverso cui dire alla comunità, correggendola.
Perciò è giusto il fatto che Meister Eckhart ponga alcune ipotesi:
a) Paolo, quando si alzò da terra, vide Dio, ossia il nulla.
b) Paolo vide puramente Dio.
c) In tutte le cose non vide altro che Dio
d) Quando vide Dio, vide tutte le cose come nulla
Meister Eckhart ribadisce, anche qui il suo pensiero.
L'Uno non si può vedere. Dunque è nulla e in quanto nulla non poteva essere altri che Dio.
Meister Eckhart giunge a questa circolarità, che non sempre é espressa con teologica chiarezza, ossia che Dio è Nulla ed e contemporaneamente qualcosa e ciò che è qualcosa e contemporaneamente nulla. Importante è però sottolineare che il qualcosa non è mai l' immediato nel puro spazio-tempo, ma è un sovra-essere, un sovra-vita, un sovra-luce. A Lui non è attribuibile né questo né quello, tuttavia non si può nascondere che Egli è un non so che cosa, lontano, molto al di sopra.
"Chi dice che Dio è qui o là, non dovete credergli. (...) Dio è una vera luce: chi deve vederla deve essere cieco e tenere Dio lontano da ogni cosa". Riferendosi ad Agostino, Eickhart ribadisce: chi parla di Dio per mezzo del niente parla di lui in modo conveniente
"In sogno sembrò ad un uomo -ma era un sogno ad occhi aperti- di essere gravido del nulla, come una donna è gravida di un bimbo, e in questo nulla Dio nacque: era il frutto del nulla, Dio era nato nel nulla"
Perciò Paolo quando vide Dio vide ogni cosa come un nulla perché "Dio ha in sé l' essere di tutte le creature"
L' episodio di Paolo, comprende un sapere consolidato in Meister Eckhart, ragion per cui esso continuamente viene ribadito, per le conclusioni che sono di una notevole valenza e per le quali, poi, è sicuramente opportuno e necessario un dovuto e conseguente approfondimento.
"Se la conoscenza di Dio ha luogo in questa luce, deve riposare su se stessa, chiusa in se stessa, senza intervento di nessuna cosa creata. Allora CONOSCIAMO LA VITA ETERNA SENZA ALCUNA MEDIAZIONE."
(continua)