Beni stabili della Parrocchia detta delle Vitalbe
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1° - Cuculicchio.
Terre aratoria, 3 tomolate in circa; confinato da sopra da Geronimo Nigro, da sotto da Marco ed Ant. Caldarone di Pietro: da un lato il Rev. D. Gio.Ant. Silvagni, e dall'altro Ant. Iacino di Pietro.
2° - Aglise.
Alberato da pochi castagni e quercie; č un tomolo circa. Confinato ecc. ecc. ecc.
3°- Coda del Pulice.
Terre arative, tomolate 2 e mezzo. Confinata, da sopra e da un lato dalla via pubblica, dall'altro lato, beni della ducale Corte di Ajello; di sotto il Vallone.
4°- Pietre.
Terre aratorie. Tomolate 4. Confinate da sopra dei beni comunali, di sotto e da un lato, beni del barone Vercilli, e dall'altro lato, beni anche comunali.
5° - Cozzino.
Alberato di castagni. Tomolate 4. Confinato da sopra le Iliche, una volta beni pubblici; da sotto i castagni di S. Antonio per messe addette all'Altare magg[iore] di questa Parr[occhia]; da un lato, beni dell'altra porzione curata, cioč Visciglietto; dall'altro lato, Costantino Gagliardi.
6° Monticello, o Serra di Mala.
Terre aratorie. Tomolate una. Confinato di sopra beni degli eredi di Antonio Anselmo di Malito; di sotto via pubblica, da un lato beni degli eredi di Mariano Gallo, e dall'altro beni comunali di Malito.
7°- Monte.
Alberato di castagni. Tomolata Una e mezzo. Confinato da un lato, beni del Monastero soppresso, dall'altro beni degli eredi di Francesco Caldarone.
8° - Altro Monte.
Alberato di castagni, Tomolate 4. Confinato di sopra, beni degli eredi del fu Titta De Stefano, di sotto, Vallone: da un lato, beni degli eredi di fu Marco Antonio Notti, dall'altro lato, beni del Rev. D. Saverio Rogliano e per esso M. Flavio Anselmo e Francesco De Simone. Il detto castagneto č quello che si divise col fu Flavio Rogliano, che lo forně di piante di castagni.
9° - Altro Monte.
Alberato di castagni. Tomolate 8, da dividersi cogli eredi di Gio. Domenico Saccomanno, dal quale fu alberato di piante di castagni. Confinato di sopra con beni del fu Rev. D. Alberico Amendola,di sotto il torrente: da un lato il Sig. Salvatore Potestio. Al settembre 1749 furono solennemente posti i confini.
10° - Petrosella.
Alberato di castagni. Tre quarti. Confinato di sopra e da un lato, beni Antonio Rose, di sotto beni del Rev. D. Gio. Antonio Silvagni; dall'altro lato, beni patrimoniali del Rev. D. Francesco Ferraro.
11 - Valle della Chiesa.
(L'Estensore omette la descrizione)
12° - Serra del Manganello.
Tomolate 4 circa, delle quali la terza parte spetta e appartiene alla Riparazione della Chiesa, e le altre due parti restano per Beneficio delle Vitalbe. Il detto pezzo di terra confina, di sopra la difesa di Santa Lucerna; di sotto, beni comunali delle Terre; da una parte beni dei Signori Marsico. La terza porzione fu legata dalla fu D. Giovanna Rauccio al SS. Sacramento, ossia per la riparazione della Chiesa.
13° - Caparbi o Pietre.
Sono confinate di sopra e da un lato beni comunali, dall'altro lato, beni dei Sigg. D. Giuseppe ed Antonio Marsico: di sotto beni del Sig. Francesco Antonio Rogliano; che furono del Barone Vercillo.
14° - Altra Petrosella.
Alberato di castagni. Senza frutti.
15° - Serra di Malo.
Terra aratoria. Tomolate 6. Confinata di sopra, Gio. Pietro Gallo e cero De Marco da Malito; di sotto dagli eredi di Mariano Gallo anche da Malito, e D. Ferdinando Antonio Anania di Carpanzano, e dal lato Vincenzo De Marco pure da Malito, e Via pubblica.
16° - Valle della Scola.
Terre aratorie, ma non tutte fertili. Tomolate 16. Confinata di sopra e sotto colla via pubblica; d'un lato coi beni comunali di questa patria, e dall'altro anche Via pubblica.
Gli eredi del fu D. fisico Antonio Anselmo, pel capitale di Docati 9 pagano specifica dalla possessione, dove si dice il Monte, annui carlini 9, come per istrumento del Sig. Notar Pietro Jacino a 10 aprile dell'anno 1736.
Francesco Nigro del fu Gregorio paga della possessione del Prato, che si comprň da fu Marco Maia mezzo tomolo di germano, come per istrumento rogato pel Notar Pietro Jacino a 23 Luglio 1736.
Giacomo Saccomanno Dieta del fu Giovanni paga in solido un co'
Sigg. D.Gius. e Pierantonio De Filippis tre quarti di grano bianco dalla possessione dove si dice Lupari - come per istrumento di ratifica fatto dal nomato fu Giovanni Saccomanno a 22Agosto 1736 pel notaro Giacomo Maia.
(continua)