STORIA SOCIALE DEL COMUNE DI GRIMALDI

(1905-1925)


 - Raffaele Paolo Saccomanno -

 

 

Capitolo II - Una Società di Mutuo Soccorso antecedente

 

 

In base alle testimonianze dirette dei pochi confratelli sopravvissuti e di altri anziani, in accordo con i documenti pervenuti, si è accertato che la Società Operaia di Mutuo Soccorso di Grimaldi, in maniera più o meno discontinua, cominciò a formarsi intorno al 1905.
Antecedentemente, comunque, c'è da ritenere che esistesse un'altra Società di Mutuo Soccorso, espressione di un certo galantomismo locale, di scarso seguito e che, in ogni caso, durò sulla carta, fino agli inizi del secolo. Nessuno degli attuali anziani grimaldesi ne ha memoria e la stessa tradizione popolare, quando si riferisce ad una Società di Mutuo Soccorso di Grimaldi, si riferisce a quella Operaia, di cui si narra in questo saggio e mai a questo primo circolo di confratelli. E' ipotizzabile che questo sodalizio antecedente, fosse da una parte la continuità liberal-istituzionale del travaglio ideologico risorgimentale, che a Grimaldi era stato, in parte mazziniano, in parte riferibile ai conati internazionalisti dovuti alla figura dei grimaldesi Carlo e Raffaele Mileti (collaboratori di Bakunin e appartenenti ad una delle più significative famiglie locali), e dall'altra, in tempi più vicini alla fine dell'ottocento, espressione del contrasto che spesso opponeva le famiglie dei galantuomini in maniera tale che perfino i grimaldesi, irretiti da questo settarismo e da questo ambiente di maldicenze, si contrapponevano rione contro rione. E' perciò verosimile che a questo circolo si potesse accedere dopo regolare domanda, valutata, a scrutinio segreto, con palline bianche e nere.
Questo presunto sodalizio, iniziò a vivere intorno al secondo semestre del 1884 (1) e insieme ai sodalizi di S. Nicola Arcella e di Lattarico, andò ad aggiungersi alle 43 Società esistenti nel cosentino. Tutte queste Società, come informa lo stesso prefetto di Cosenza, oltre agli scopi assistenziali non mostravano alcuna ostilità verso il governo, né tanto meno verso la monarchia, avendo in larga maggioranza lo stemma dei Savoia nel proprio stendardo.(2)
Solo due documenti, se così è lecito definirli, possono essere utilizzati per dare una parvenza caratteriale a questo sodalizio. Entrambi furono conservati tra le carte della Società Operaia successiva, senza che per essi venisse specificato alcun richiamo a delucidazione o a continuità; quest'ultima, come si è detto, improbabile.
Il primo di questi documenti è un foglio intestato, per il resto in bianco, di quelli che servono in genere per la corrispondenza, utile anche a farci capire come a livello di spese futili, questo primo sodalizio potesse prendersi il lusso di far stampare questi fogli non certo scadenti. Su di esso, in alto a sinistra, campeggia, in forma stilizzata questa intestazione: "Società di Mutuo Soccorso di Grimaldi - Gabinetto privato del Presidente". Segue lo spazio del protocollo e, in alto a destra, la località e la data con l'ultima cifra mancante, tale da far credere che di questi fogli fossero stati stampati tanti quanti potevano essere utili almeno per un lustro successivo al 1885.
In tutto questo, la prima cosa da sottolineare è che alla Società viene omessa la qualifica significativa di "Operaia", che perfino molte consorelle più reazionarie conservavano in questo periodo. Evidentemente i galantuomini di questo sodalizio non desideravano certo confondersi con gli operai né rendere ambiguo il senso di quel mutuo soccorso, non diverso appunto dalla coesistente Confraternita della carità.
Nello stesso foglio salta agli occhi, per la stessa eccentricità e la puerilità che spesso accompagna l'arroganza del potere dei galantuomini, quel gabinetto privato del presidente, col quale si rende trasparente lo spirito èlitario del sodalizio.
Il secondo documento è una circolare inviata dalla Società Centrale Operaia Napoletana, "all'Onorevole sig. Presidente della Società di M.S. di Grimaldi", nel cui indirizzo, proprio perché stampato a serie, viene opportunamente eliminato con un tratto di penna la qualifica operaia. La circolare porta la data del 10 settembre 1888 e la società scrivente si onora di avere, così come altre consorelle, "presidente onorario perpetuo S.M. Umberto I", guerrafondaio e inetto, a cui si deve, pochi mesi dopo, la strage antioperaia di Bava Beccaris, vendicata dal coraggio anarchico di Gaetano Bresci.
Il testo comunica quanto segue:
"Nei primi del prossimo mese di ottobre un avvenimento richiamerà l'attenzione dell'Europa intera: S.M. l'imperatore di Germania, dopo aver visitato a Roma i Sovrani d'Italia, verrà con essi in questa metropoli delle provincie meridionali.
Napoli orgogliosa di tanto onore, prepara sontuose feste all'ospite Augusto e per rendere solenni le quali gli operai d'ogni parte delle nostre provincie non mancheranno certamente di accorrervi
".
Segue la richiesta d'una larga rappresentanza fornita di stendardo sociale e l'invito comunque a far conoscere ogni eventuale decisione.
Tutto il messaggio è un buon esempio a testimonianza del ruolo assegnato dal Potere alle Società Operaie, entro il quale si mossero realmente la stragrande maggioranza di questi sodalizi, che avevano conseguito, come già detto, personalità giuridica, ad opera di Umberto I (3), dopo che tale progetto era già stato avanzato dal Cavour, prematuramente venuto a mancare alla sua funzione liberal-borghese. Né fa meraviglia la pretesa della circolare di far "accorrere operai di ogni provincia", dato che realmente per operai non poteva che intendersi quei contadini tradizionalmente manipolati dalla reazione, poco considerati dalle forze democratiche dell'epoca, che ritenevano, comunque, il Sud come polveriera d’Italia (4).
In ogni caso, ricevuta la comunicazione, sollecitamente, nove giorni dopo, in una chiara prosa nobiliare venne inviata risposta. Il galantuomo estensore, cambiando e ricambiando la brutta copia, pervenne "dal calabro recondito", come dirà in una versione non spedita, a questo alto parto, equamente retorico e sgrammaticato:
"Volentieri questo sodalizio aderirebbe al gentile invito per la fausta ricorrenza della visita a Napoli dell'Augusto Personaggio, S.M. l'imperatore di Germania. Ma la considerevole distanza che ne lo separa fa sì che se ne asterrà dall'intervenire e preferisce pertanto pregare la S.V. Ill. fin da questo momento, di volerlo rappresentare, aderendo pienamente a quanto sarà per fare la consorella napoletana".
Tutto questo è chiara dimostrazione di ciò che effettivamente questo primo sodalizio poté compiere a Grimaldi: un cenacolo ristretto a sfondo retoricamente umanitario, risolto a strumento per fini elettoralistici e per ottenere qualche sovvenzione, o, più paesanamente, utile per passare le serate insieme e, nella tranquillità di questo chiuso, dar vita a quelle stomachevoli lotte di famiglie, di rione e di fazione con dicerie che divulgate anonimamente costituiranno un'altra caratteristica negativa della vita grimaldese.
In conclusione di questo sodalizio si è qui voluto parlare, proprio perché niente ha a che vedere con la successiva Società Operaia di Mutuo Soccorso. Infatti il Ministero dell'Agricoltura nella Statistica del 1906, non cita più come esistente questa Società dei galantuomini, mentre, alla stessa data, quella Operaia in nuce, era cominciata ad esistere nell'operato carbonaro di alcune individualità (5).

NOTE
(1) "A Cosenza alle 43 società esistenti nel primo semestre del 1884 se ne aggiungono altre tre fondate, nel secondo semestre dello stesso anno a Grimaldi, a S. Nicola Arcella e a Lattarico".
(A.C.S., fasc. 21 b. 6, anno 1964). Enrico Esposito, op. cit., pag. 46.

(2) "Esse hanno a scopo il mutuo soccorso e la scambievole assistenza e nessuna finora ha dimostrato tendenze contrarie all'attuale governo, anzi giova far rilevare che tutte o quasi tutte hanno nelle rispettive bandiere lo stemma del Savoia".
(A. C. S., fasc. 21 b. 6, anno 1885).

(3) "Noi Umberto I, per grazia di Dio e volontà della Nazione, Re d’Italia, abbiamo promulgato e sanzionato quanto segue:
Possono conseguire la personalità giuridica le società operaie dl mutuo soccorso che si propongono tutti od alcuni dei fini seguenti:
- assicurare ai soci un sussidio nei casi di malattia, di impotenza al lavoro o di vecchiaia;
- venire in aiuto alle famiglie dei soci defunti;
- cooperare all'educazione dei soci e delle loro famiglie; dare aiuto ai soci per l'acquisto di attrezzi del loro mestiere ed esercitare altri uffici propri di istituzioni di previdenza economica. Etc.
Addì, Roma, 15 aprile 1886.
A questa che è la legge n. 3818. si aggiunse successivamente il D.L. 2 settembre 1819, n. 175 e l'art. 2512 del codice civile.

(4) Più volte Enrico Malatesta si incontrò con i rivoluzionari calabri nelle persone di Pietro Rende di Nicastro, Raffaele Pepe di Fiumefreddo Bruzio, Tommaso Alati di Melito, Beniamino De Rose ed altri. per concertare una sollevazione delle province meridionali.
Per tutto questo si rimando ad E. Esposito, op. clt., e agli atti del processo di Trani del 1875.
Ricordo, in ogni coso che, nella vicina Rogliano agiva il noto bakuninista Giovanni Domanico il quale tra l'altro pubblicò un giornale anarchico "Il Socialista - Bollettino delle Calabrie", che può considerarsi il primo giornale proletario della Calabria, sequestrato fin dai primi numeri e per il quale il Domanico subì uno del tanti processi di cui è costellata la sua  ambigua esistenza.
Questo stesso Domenico ebbe contatti con la SOMS di cui si parla , ma, all'epoca, la sua involuzione politica era al punto da farlo essere il semplice portavoti, nel collegio di Rogliano, dell'on. Fera.

(5) Archivio di stato di Reggio Cal., Gabinetto Prefettura, inv. n. 34, rapporto Semestrale 1880 sullo spirito pubblico: "Le società operaie, rette da rispettabili persone animate tutte da sentimenti moralissimi e liberali; vi si studia il miglioramento dell'insegnamento agricolo, l'istruzione sociale e finanziaria"; "Le società operaie non fuorviarono dall'obiettivo dei loro statuti, il mutuo soccorso, sebbene in qualche comune. nelle occasioni elettorali, abbiano tentato di influire sul risultato delle elezioni municipali).
(Ripreso da G. Masi: Per una storia della stampa socialista in Calabria, Historica, a. xxv, n. 3, Reggio Cal. 1972).
Nel IV congresso Operaio di Siderno, nel 1911, Alceste Lanzoni, ricordò i risultati della statistica delle SOMS al 31-12-1904, dai  quali risultava, contrariamente a quanto succedeva nel Nord Italia, che le SOMS del Sud erano 580 con 68.933 soci, contro le 943 società e 112.142 soci del 1894 e che In Calabria erano state chiuse 53 SMS e persi 8.000 soci.
Scrive l'Esposito, op. cit.,: "In tutta la Calabria, si ha nelle Società esistenti ancora nel 1904 un totale di lire 68.034 di contributi, derivanti dalle quote sociali (46.981) e dai contributi dei soci non effettivi (18.174). Le spese maggiori vengono effettuate sotto la voce "per amministrazione ed altro" (37.373) mentre per sussidi ai soci e alle famiglie si spendono 17.958 lire e cioè, per la prima voce di spesa, il 54% delle entrate e per l'altra il 26%".
Alle 104 SMS del 1885 aderivano 14.434 soci di cui 5.817 nella provincia di Cosenza con 39 società. L'artigiano Francesco Francipane, presidente della S.0. "Principe di Napoli" di Catanzaro promosse un primo congresso operaio calabrese che si tenne dal 14 al 17 maggio del 1896. Ad esso parteciparono solo due S.O. della provincia di Cosenza (Rossano e Cosenza stessa).
Il giornale del Francipane, " L'Operaio", mise in evidenza che si era diffuso il timore che il Congresso volesse spingere le S.O. a "sdrucciolare sulla via del socialismo allora per altro inesistente".
Nel 20 congresso del 1897, non si ha notizia dl partecipazione della SMS di Grimaidi così come ovviamente nel 3° tenutosi il 19- 20 settembre 1908, a Nicastro.
"Sul finir del 1904 in Calabria operavano 113 SMS di cui 26 in provincia di Cosenza la cui durata fu alquanto breve dopo un’attività alquanto stentata. La maggior parte di esse, così come le casse Rurali, era di impostazione cattolica"

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